Dopo le fotografie di rito, le numero 2 e 3 del circuito Wta dicono la loro sugli Internazionali e sulla città. La russa: “Roma troppo sporca”. La serba: “Più eccitante vincere qui che arrivare in finale in uno Slam”.

Ana Ivanovic (a sinistra) con Maria Sharapova durante la premiazione dell'Australian Open 2008. Afp

Ana Ivanovic (a sinistra) con Maria Sharapova durante la premiazione dell’Australian Open 2008. Afp
ROMA, 12 maggio 2008 - Si parla più di look, di fitness e di fotografie che di tennis, nella settimana femminile degli Internazionali di Roma. Sulla scena le due pin up del torneo: Maria Sharapova e Ana Ivanovic, reduci entrambe dal servizio fotografico richiesto dalla Wta, quello per intendersi che la scorsa settimana aveva fatto tanto arrabbiare la n.3 del mondo, minacciando anche il suo forfait per Roma. Il compromesso è stato un set itinerante con la Sharapova in auto in giro per Roma: niente foto posate, niente sedute faticose al trucco. Ah, le dive della racchetta…
DIVA - Anche perché la prima parte dell’intervista si concentra sul lieve malore (5 giorni a letto) che ha colto la Sharapova dopo la sua festa di compleanno a New York. “Soltanto 100-150 persone per festeggiare i miei 21 anni, molto più intimo di quella per i miei 18…”, assicura rimandando altre chicche curiose a fra due settimane sul suo sito, dove già si annuncia una grande novità. Anticipazioni? “Perchè dovrei… Se c’è scritto tra due settimane perché dovrei dirvelo ora?”. Felice di essere a Roma? “Preferisco Milano. Comunque anche Roma non è male, è una città molto europea per stile e cultura. Fosse soltanto più pulita…”.
IVANOVIC - Meno starlette, ma altrettanto affascinante Ana Ivanovic. Il suo set fotografico è stato allestito al Pantheon e lei non ha fatto bizze: anzi, si è molto divertita. Ed è molto positiva su questa sua tappa romana: “Per due anni ho dovuto rinunciare per infortunio, e mi è dispiaciuto molto. Roma è la mia città preferita: così antica, così piena di storia millenaria, ieri l’ho girata molto. Meraviglioso. Eccitante”.
EXCITING - E’ la parola che ripete più frequentemente. E’ eccitante non solo essere qui a Roma, ma anche giocare sulla terra:”Una superficie che consente un gioco più variato, attaccare e difendersi, muoversi e far muovere l’avversario”. Eccitante è essere la n.2 al mondo, ma anche “competere con giovani che stanno crescendo bene e velocemente. Sono molto motivate, spingono tenacemente per guadagnare posizioni. Non c’è uno stacco netto tra le top ten e il resto, come nei maschi”. Elegante, dimagrita, tonica, ancora truccata, assicura di essere qui a Roma per puntare alla vittoria: “Non ho fatto diete particolari. Ho soltanto cambiato la mia preparazione atletica che mi ha modellato diversamente il fisico. E sono reduce da estenuanti esercizi per affrontare i tornei in terra: ho le gambe ancora un po’ doloranti, ma mi sento pronta”. Eccitante, poi, sarebbe “vincere un titolo, come potrebbe essere questo di Roma. Ancor più che approdare alla finale di un grande Slam, come l’anno scorso a Parigi. Un titolo è la vittoria. Conta di più”.